Acquista le opere online dell'artista Filippo Circelli

Valentina Abbate

Critica d'arte di Valentina Abbate all'artista contemporaneo Filippo Circelli


 

Valentina Abbate - Critico e Consulente d’arte“La produzione di Filippo Circelli – così come emerge dalle sue opere – è un affondo speculativo che disarticola le convenzioni estetiche e concettuali dell’arte contemporanea. Il suo corpus non è un insieme di oggetti, ma un teatro di atti filosofici in cui l’evento e il linguaggio precedono la forma. La sua ricerca si muove sul crinale tra Action Painting, Arte Concettuale e Ready-made, culminando in una filosofia dell’istante eterno.
Esteticamente, Circelli opera per contrasti brutali.

Da un lato, abbiamo l’ordine elementare e quasi Platonico: figure geometriche pure, colori primari saturi che richiamano la Neo-plasticità e l’Op Art.
Dall’altro lato, emerge la gestualità incontrollata, un dripping che erutta colori acidi e linee dinamiche, una “casuale dell’esistenza” che nega l’ordine precedente. Tecnicamente, questa pittura d’azione è un atto di liberazione materica, dove la traccia fisica del corpo e del tempo di esecuzione diventa l’opera stessa.
I Concetti Filosofici sono base e vertice della sua ricerca, laddove il Presente è crisi e soluzione: questa filosofia del hic et nunc trova perfetta espressione nelle sculture-assemblage e nei ready-made concettuali. Oggetti di uso comune – un flacone Eucerin, un barattolo di vetro, un nastro adesivo – vengono sottratti alla loro funzione, firmati e datati con estrema precisione oraria. L’oggetto non è più un ready-made Duchampiano inerte, ma un reliquiario del Tempo. La firma e la data conferiscono al manufatto un valore quasi sacro di documento storico-personale.

Circelli crea così una metafisica dell’oggetto trovato, dove la vera opera è il frammento di tempo e pensiero che l’artista vi ha indelebilmente impresso.
La sua produzione non è una mera rappresentazione, ma una dislocazione ontologica. Un cerchio, un quadrato non sono solo un riferimento formale, ma il simbolo della totalità bloccata, in attesa dell’eruzione caotica. Questo scontro tra forma archetipica e flusso vitale genera una tensione dinamica che è l’espressione visiva del pensiero di Circelli: l’esistenza si manifesta nell’attrito tra la necessità dell’ordine e la libertà del caos.

I suoi ready-made, come l’assemblaggio di oggetti comuni, non sono un rifiuto della manualità, ma una sua traslazione concettuale. L’atto di firmare e datare non è un gesto di appropriazione, bensì l’inserimento di una dimensione temporale nel corpo statico dell’oggetto, trasformandolo da “cosa” a testimone dell’esserci dell’artista. La filosofia dell’istante eterno si realizza in questa cristallizzazione del Presente in un oggetto banale, che, elevato ad arte, ne rivela la sacralità. Questa metafisica del frammento è la cifra distintiva di Circelli.”

Valentina Abbate

Critico e Consulente d’arte